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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Incentivi a chi assume e tasse retroattive agli altri? Chiamala equità…

TasseIeri ho letto un interessante articolo (qui in sintesi) sul Corriere, di Massimo Fracaro e Nicola Saldutti :

Accade spesso, anzi troppo spesso che, per esigenze di bilancio, si decida di spostare all’indietro le lancette dell’orologio.

E introdurre così aumenti delle tasse con effetto retroattivo.

L’ultimo esempio è quello dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. Nella legge di Stabilità è appena stato deciso di alleggerirla per chi farà nuove assunzioni, soprattutto con contratti a tempo indeterminato, con una riduzione dell’aliquota dal 3,9 al 3,5%.

Peccato che ci sia l’altro lato della medaglia: per tutti gli altri imprenditori, che non assumeranno, non perché sono cattivi ma perché non possono, l’imposta torna al livello precedente, al 3,9%.

Da quando?

Non dall’entrata in vigore della legge di Stabilità fissata per gennaio 2015 — dopo, probabilmente un estenuante dibattito parlamentare e la stesura di un maxi emendamento —, ma da gennaio scorso. Sì, da gennaio 2014, con dodici mesi d’anticipo.

Retroattivi, ad esempio, sono stati i tagli ad alcune detrazioni fiscali (polizze vita). Come gli aumenti delle addizionali locali del 2011. Retroattivo rischia di essere anche l’incremento dall’11,5% al 20% del prelievo annuo sui rendimenti dei fondi pensione.

E, quando non si aumentano le tasse, si cambiano le regole del gioco.

A vantaggio dell’Erario, ovviamente. Si calcola che, solo nel biennio 2011 e 2013 siano state approvate imposte retroattive per un valore di circa 5,5 miliardi.

Il discorso sugli imprenditori che non assumono l‘ho fatto giusto l’altro ieri con l’amica Madamin; questa in sintesi la mia riflessione:

E’ inutile dare incentivi alle aziende che assumono, perchè il vero problema è non licenziare. Vero che assumere un dipendente è peggio che sposarlo, ma vero anche che nel momento in cui un’impresa decide di assumere è perchè ha lavoro a sufficienza da rendere sostenibile un’assunzione.

Dare un incentivo a chi assume, e che pertanto ha lavoro e quindi una situazione migliore di tante altre aziende, favorisce di fatto una concorrenza “sleale” perchè di fatto si corre con regole diverse.

Non ultima la corsia preferenziale dello Stato quando si parla di fallimenti…

Io che tengo duro da anni, senza licenziare, ho un costo del lavoro che vale 100 e tu che già hai lavoro ce l’hai ad 80? Va da sè che io sarò danneggiato, sul mercato.

Idem per le esenzioni fiscali che premiano chi apre nuove aziende (ops, si dice Start up).

Le aziende che sono sul mercato da decenni, con piccoli imprenditori che hanno fatto sacrifici e pagato debiti (che le banche non ti regalano niente), hanno affrontato le crisi e la pressione fiscale in aumento, fanno fatica nel quotidiano, ma in ogni caso hanno conservato i posti di lavoro e gli ultimi arrivati sono esentati da questo e quello?

Alla fine si ritorna a quanto scritto tempo fa e dedicato al precedente Governo Letta e che integro con alcune parole di David Allegranti: “…perchè un imprenditore non dovrebbe avere più alibi per non assumere? L’alibi c’è e si chiama crisi economica.”

Riflessione condivisa in toto dall’amica e dalla commercialista alla quale ho fatto leggere la bozza del post e che ha commentato con queste parole: Fanno tutto al contrario. Invece di incrementare l’economia a favore delle aziende incrementano la cassa integrazione.

Qualche articolo correlato: La burocrazia che soffoca la ripresaLa lentezza della Giustizia, se non ti pagano, è esasperante… – Avviare un’attiviytà…?Finire sulla Lista nera perchè hai chiesto i tuoi soldi?Per una piccola azienda la vera impresa è sopravvivere…allo Stato.

* * *

La nostra azienda è in attività dal 1953, ma lo scorso anno ho fortemente temuto che non saremmo riusciti ad arrivare al traguardo del 60° anno di attività, ma con molti sacrifici e senza licenziare, siamo riusciti ad entrare nel 2014 … ed eccoci qua, siamo al 61° anno, ma sempre a fatica.

Nonostante lo Stato, lesto a prendere e meno a restituire, assente quando deve tutelarti  e che, tutto sommato ti prende in giro con Decreti e Norme che ci sono solo sulla carta ed ogni riferimento alla Direttiva pagamenti non è casuale, tanto più dopo aver parlato con un cliente nuovo che come prima cosa ti dice che: noi paghiamo a 120 giorni fine mese.

Leggo di un negozio di tappeti, a Milano, che chiude dopo 60 anni di attività … nell’inserzione pubblicitaria che annuncia la liquidazione totale, anche poche parole del titolare…

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Un commento su “Incentivi a chi assume e tasse retroattive agli altri? Chiamala equità…

  1. Morbida Dolcezza
    23 ottobre 2014

    E’ una vergogna…. I nostri politici fanno schifo, dal primo all’ultimo.

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