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Come difendere i ragazzi dal bullismo digitale

un articolo che leggo su Altroconsumo e che integro con alcuni post correlati

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Negli ultimi anni il fenomeno del cyberbullismo ha assunto contorni preoccupanti: nei primi 5 mesi del 2014 sono già state superate le denunce di tutto il 2013.

Una ricerca condotta da Ipsos per Save the children, in occasione del Safer Internet day nel 2014, ha appurato che su un campione rappresentativo di 458 ragazzi tra i 12 e i 17 anni, una buona parte ha avuto qualche problema nel mondo online.

Il 28% dichiara che qualcuno ha diffuso false notizie sul suo conto, il 22% è stato invitato a prendere di mira qualcuno, nell’11% dei casi immagini imbarazzanti sono state pubblicate online senza il consenso della persona ritratta.

Per capire bene il fenomeno del bullismo digitale abbiamo svolto un’inchiesta nella quale abbiamo sentito anche il parere della Polizia Postale  e abbiamo analizzato per filo e per segno in quali reati può cadere il bullo e cosa rischia per la legge italiana.

Usare la rete è un percorso che devono fare insieme genitori e figli. È quindi importante seguire pochi ma semplici consigli per aiutare i ragazzi vittime di soprusi.

Non lasciateli soli e al contempo evitate di spiarli.

Improntate il rapporto alla massima apertura. Spesso i ragazzi si vergognano di confessare agli adulti quello che hanno fatto o subìto. Deve sempre prevalere la fiducia: i ragazzi devono sapere che possono raccontare tutto e che non verranno giudicati.

Occorre insegnare ai ragazzi che quello che fanno in rete ha conseguenze nella vita fuori dalla rete.

Insegnargli a non abusare della propria immagine, a dubitare sempre di chi può trovarsi dall’altro lato dello schermo, e non avere una esagerata fiducia nemmeno in chi si conosce. Sconsigliategli di condividere le proprie password con amici e fidanzati.

Prima di arrivare alla denuncia, utilizzate tutti gli altri mezzi a disposizione: bloccate l’utente fastidioso con le procedure previste dalle diverse piattaforme social, contattate i genitori del bullo e segnalate l’esistenza di un problema,  invitate i ragazzi a un confronto faccia a faccia.

Consigliate di non rispondere alle provocazioni e al  contempo di conservare tutto quanto può costituire prova delle angherie subite: copia delle chat, email,  sms e così via.

Fate attenzione ai comportamenti dei vostri figli; se notate cambiamenti di umore o una tendenza a  isolarsi, stimolate il dialogo.

Se sospettate che vostro figlio si sia reso responsabile di atti di cyberbullismo, parlatene subito e fategli capire quali conseguenze questi “scherzi” possono avere su chi li subisce, ma  anche su chi li fa: il Codice penale prevede sanzioni piuttosto severe.

 

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