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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

E’ arrivata la Toyota Yaris HSD (ibrida): queste le prime impressioni…

Articolo in aggiornamento continuo

Nei giorni scorsi, per un colpo di fortuna ho avuto l’occasione di sostituire la Toyota Corolla Verso 2.0 D (Euro 3) con una Toyota Yaris ibrida Lounge, trovata nuova ad un prezzo scontato e nonostante sia la vettura base è dotata di luci diurne* e posteriori a Led, alzacristalli* elettrici posteriori, telecamera posteriore e vernice metallizzata colore argento*.

(* non presenti, neanche a pagamento, nella versione base attuale)

L’auto disponibile era di colore argento, che mi andava anche bene, tanto più se consideriamo che la vernice Met è un optional (in questo caso incluso) e costa 550 €; fortuna vuole che hanno anche ritirato la mia Toyota (11 anni e 181.000 km) applicando un ulteriore sconto.

L’attesa è durata solo 6 giorni dalla firma del contratto, ma per come sono fatto io, l’ibrida è una ciliegina sulla torta e quindi non vedevo l’ora di averla.

Nota integrativa e non pensate sia pubblicità occulta: in famiglia siamo alla terza Toyota ed anche in questo caso ci siamo rivolti alla Autocarman – Via Maffucci, 14 – Milano

Come sempre ho trovato competenza, professionalità e, soprattutto, rispetto degli accordi; io la consiglio, poi fate voi, che tanto di percentuali sulle vendite non ne prendo 😉 ; nello specifico mi ha seguito il Sig. Forzina.

Ed eccola qui….

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Va da sè che questo post sarà aggiornato con il passare del tempo, in modo da poter fornire anche dati di consumo attendibili.

Primo contatto.

La posizione adatta la trovi subito, grazie anche al sedile regolabile in altezza (di serie su questo modello, ma non su quello attuale) ed al volante regolabile in altezza e profondità.

I vari comandi (luci, tergi, alzacristalli, ecc) rispecchiano la posizione di quelli della Verso, per cui tutto mi cade naturalmente sottomano.

Nota bene: il comando dei retronebbia accende il faro e, se lo dimentichi acceso, quando spegni le luci viene disattivato; questo per dire che se trovate in gito il solito personaggio che accende il retronebbia anche in agosto con massima visibilità, bè allora lo fa apposta.

Piacevole alla vista il quadro strumenti dove non è presente il contagiri, ma l’indicatore del sistema ibrido sul quale cade spesso l’occhio durante la marcia, ma ci arriviamo dopo. Al centro il tachimetro e sulla destra l’indicatore del livello del carburante.

Il colore blu, che per Toyota identifica l’ibrido (vedi il marchio sul cofano, ad esempio) è presente nelle cuciture del volante e della leva del freno a mano e di blu si illuminano gli strumenti. Piacevole.

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L’area destinata alla climatizzazione (automatica, bizona) è subito sotto allo schermo dell’impianto multimediale, con comandi di facile intuizione.

Il venditore mi dà la chiave che, in realtà, è un blocchetto nero con i due pulsanti per apertura e chiusura porte.

E scatta la domanda, ingenua lo so: Ma dove si mette?

Lo tiene in tasca è l’ovvia risposta. Fatta la figura del fesso, resta il fatto che devo accendere l’auto ed il venditore mi indica il grosso pulsante per l’accensione, nascosto dalla corona del volante.

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(Nota integrativa dopo 3 giorni di utilizzo: Il divertente è che mi sono abituato subito ad accenderla premendo il pulsante, tuttavia quando mi fermo mi capita di allungare la mano verso la chiave che non c’è 😀 )

Premi e la differenza tra auto accesa o spenta non c’è ovvero il silenzio è assoluto. Seguendo le indicazioni, metto il piede sul freno, sblocco il freno a mano e porto la leva del cambio da P  su D.

Dopo qualche giorno di utilizzo è giusto segnalare che inizialmente la leva del cambio deve essere spostata con dolce fermezza, se mi passate l’espressione; questo per dire che non serve forza bruta per spostarla, ma che in ogni caso il movimento deve essere deciso, visto è necessario anche uno spostamento laterale per arrivare alla posizione voluta.

Una volta presa la mano alle posizioni del cambio, tutto diventa naturale.

Come spiegato sul libretto, la posizione N deve essere utilizzata solo quando necessario in quanto la macchina, anche se accesa, quando il cambio è su N non carica la batteria.

L’unico utilizzo che mi viene in mente è quando sei all’autolavaggio e la vettura deve essere posizionata sui rulli.

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A questo punto è sufficiente sollevare il piede e l’auto comincia a muoversi in avanti, con un silenzio che ti coglie impreparato, nonostante tutti i commenti già letti a suo tempo sul sito del GAI.

Successivamente provi a mettere la retromarcia (R sul cambio) e lo schermo multimediale ti mostra lo spazio dietro alla macchina, con righe colorate che delimitano l’area ed una rossa che ti avvisa quando sei a 50 cm. dal primo ostacolo.

telecamera yaris

In questi due giorni di prove ho potuto prendere atto che le indicazioni sono giuste, anche se bisogna imparare a fidarsi della telecamera; è altresì vero che la Yaris è più lunga della Smart e più corta della Verso, per cui mi trovo in un limbo.

Devo fare l’occhio al parcheggio.

Sono andato a Barzio (LC) e quindi ho testato l’auto in un percorso montano e con pendenze degne di nota in alcuni punti ed alcuni tornanti; quando è iniziata la salita ho tolto la funzione Ecomode guadagnando in una maggiore reattività dell’acceleratore e quindi con maggiore guidabilità.

Includendo il percorso di superstrada da casa a Lecco, il consumo è stato di 4,4 lt/100 km (22,70 km/lt).

Scendendo ho utilizzato un paio di volte il cambio in posizione B guadagnando sicuramente in freno motore, pena un aumento della rumorosità, ma risparmiando decisamente le pastiglie dei freni e riuscendo a vedere per la prima volta la batteria completamente carica.

Il consumo nella discesa è stato di 4 lt/100 km (25 km/lt).

Fare confronti con la Verso sarebbe ingiusto in quanto si tratta di un’altra tipologia di auto, per cui è ovvio che gli spazi per gli oggetti sulla Yaris siano pochi, ma in compenso gli specchietti sono adeguati e non ho avuto problemi di visibilità.

IMG_0024

Esco dal parcheggio con prudenza e meraviglia, è proprio vero, si tratta di un’altra dimensione di guida, sicuramente non adatta a tutti.

Se hai l’Audi A3 o la 500 Abarth, va bene così, tientela 😉 ma se il risparmio di carburante, con ovvia riduzione di costi ed emissioni, e non ultimo il comfort di viaggio sono i tuoi obiettivi, be’ l’ibrida merita perlomeno di essere provata.

Vado a fare benzina, scendo dall’auto e per ben cominciare mi dimentico di spegnerla, cosa che faccio un minuto dopo. Difficile spegnere un’auto che sembra già spenta. 😀

Da sempre controllo le statistiche di consumo, ma per questa volta comincerò a tenerne conto dal secondo pieno, perchè sono certo che sia necessario prendere il piede, anche se ho sempre seguito le norme dell’Ecoguida.

Con l’ibrida, come ho scoperto velocemente, se devi procedere lentamente basta sollevare il piede dal freno (ed occhio quando innesti la retromarcia, che la macchina si muove subito) e se hai preso velocità, è sufficiente accarezzare ogni tanto il pedale dell’acceleratore per mantenere l’andatura, azzerando i consumi.

Dal concessionario a casa ci sono circa 20 km. percorsi in tranquillità, senza nessun problema di adattamento. Una volta a casa, quando è rientrata la Signora K l’ho portata in una zona tranquilla e l’ha subito provata, ricavandone l’abituale espressione stupefatta.

Nel tardo pomeriggio, ennesimo giretto con Il Pupo Alpinista, che a differenza della Signora K, immune ai dettagli tecnici, era affascinato anche dalla schermata che mostra l’andamento dei flussi energetici (nell’immagine la macchina è spenta).

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Nei primi chilometri è impossibile non guardare queste schermate in continuo aggiornamento, tuttavia suggerisco al guidatore di astenersi dal farlo, se non per verificare lo stato di carica della batteria, in quanto il rischio di distrarsi dalla guida è altissimo.

Meglio lasciare la schermata per il passeggero, se si tratta di un Ometto. 😉

Molto più utile guardare lo strumento che indica il funzionamento del sistema ibrido (vedi immagine del quadro).

La scala è divisa in tre settori:

CHG è la zona rigenerazione e si riferisce alla conversione dell’energia creata dal movimento del veicolo in energia elettrica.

ECO indica che il veicolo viene guidato in modo ecologico.

PWR Indica che la potenza di guida supera il limite superiore della gamma di guida ECO.

Sabato scorso ho fatto un breve tratto autostradale, circa 15 km., ad una velocità di 90/100 kmh,peraltro imposta dai limiti causa cantieri e, in ogni caso, a macchina nuova non intendo forzare il motore.

In un sorpasso ho raggiunto i 120 kmh per poi sollevare il piede e vedere l’indicatore istantaneo di consumo andare a ZERO. 🙂

La macchina è silenziosa (fatte le debite proporzioni) anche quando entra il motore termico, sino ai 70-80 kmh, per cui prestate attenzione ai tratti di strada con autovelox e limite di 70 kmh. Il rischio di un passaggio a 80 kmh è dietro l’angolo… 😦

Quando acceleri per un sorpasso, nel mio caso passando da 90 kmh a 120, il rumore aumenta ed è degno di nota, ma è sufficiente lasciare un attimo l’acceleratore per ritrovarsi nella fascia Eco riguadagnare una notevole silenziosità.

Ho notato, però, che se premi decisamente l’indicatore sfora nel settore PWR ed aumentano rumore e consumi; diversamente se acceleri con una lenta progressione, riesci a stare in ECO ed ottieni i tuoi vantaggi.

Nel percorso autostradale domenicale, circa 60 km A/R, sono riuscito a tenere l’indicatore istantaneo dei consumi sotto i 5 lt/100 km., con punte decisamente migliori in certi momenti; utile mollare il pedale nelle lunghe discese dei raccordi autostradali e vedere il consumo a zero e, nel contempo, la lancetta nel settore CHG.

Nota bene >>> Per quanto riguarda i consumi è stato aperto un post dedicato che, anche in questo caso, sarà aggiornato mano a mano che avrò più dati.

Leggi anche questi articoli correlati:  La tua auto ha il Bluetooth di serie? Se si, poi lo usi? Ho comprato i cerchi su #cerchiinlega.com e ti dirò…

Domenica pomeriggio, mentre uscivamo dall’autostrada, la Signora K mi ha chiesto se la facevo guidare ancora.

Detto, fatto, e le ho suggerito di allungare il percorso in modo da provare più situazioni di guida.

L’unica criticità, peraltro superabile con l’uso, è quella già letta in molti forum ovvero una certa spugnosità del pedale del freno, per cui ti ritrovi ad accarezzarlo e se solo premi un pò di più, la frenata diventa brusca.

Per quel che mi riguarda gli ho già preso le misure, ma la Signora K in occasione di un paio di frenate ha lanciato un Cribbio di disappunto.

Oggi, venendo in ufficio, ho provato la funzione “ECO mode” che permette di ridurre ulteriormente i consumi, perdendo  potenza dell’impianto di climatizzazione e di prestazioni, cosa questa che in ambito urbano ritengo sia trascurabile; la userò tutta settimana e vedremo i risultati.

Controllando la schermata dei consumi ho notato che il consumo medio si aggira sui 4,4 lt/100 km, pari a 22,73 km./lt ed il migliore in assoluto è stato di 2,7 lt./100 km ovvvero 37,04 km./lt.

Il consumo*  al 20 marzo 2015 (km percorsi/litri) è di 22,,95 km/lt

* media reale basandosi sul totale dei km percorsi ed i rifornimenti effettuati. Quasi sempre in Ecomode. Ulteriori dettagli nel post.

Ieri (23 marzo) per sbaglio ho azzerato il CdB, tuttavia questo errore mi permette di verificare il consumo medio su un percorso specifico ovvero casa-ufficio (62 km in totale, 22 di urbano e resto su Statale più o meno trafficata). ora come ora il CdB restituisce un bel 3,6 lt./100 km pari a 27,8 km/lt.

Leggendo sul GAI le impressioni di chi ha un’ibrida, mi aveva fatto sorridere questa affermazione:

Guardare la faccia degli amici quando la provano non ha prezzo” peraltro subito confermata dall’espressione della Signora K, del Pupo Alpinista e del Testimone.

Un’altra affermazione letta mi sembrava persino troppo enfatica: Tutte le persone che avevano un’auto ibrida mi dicevano “quando la provi una volta, non torni più indietro”.

Vi dirò, io ad oggi ho fatto poco più di 240 km. ma (potendo) non ho nessuna intenzione di risalire su un’auto normale, persino la Smart mi andrebbe stretta...

Come sempre è giusto dare gratificazione a chi lavora bene, per cui ho inviato il link a Toyota Italia con la quale ero entrato in contatto nei giorni scorsi…

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Integrazione del 2 marzo 2015: Apprezzo molto la presenza delle luci diurne a Led che consentono un ulteriore risparmio di carburante e che, male non fa, sono pure belle a vedersi e decisamente visibili.

>>> Notare che le luci diurne si attivano solo quando togli il freno a mano.

Utile la possibilità di commutarle in luci di posizione, ad intensità ridotta e con l’accensione delle luci posteriori, cosa  questa che si può fare in ambito urbano, dato che fuori città le diurne sono obbligatorie, al pari dei fari anabbaglianti quanto la visibilità si abbassa, cosa questa che molti dimenticano, girando di sera o in galleria con le sole diurne e, di conseguenza, senza luci posteriori.

E tanti saluti alla sicurezza tua e degli altri…

L’unica criticità che mi sento di segnalare, più a Toyota che agli automobilisti, è la scelta di usare una sola lampadina per anabbaglianti/abbaglianti.

Come spiegano in questa prova su strada:

i fari anabbaglianti e di profondità sono realizzati con una unica lampadina ad incandescenza, il fascio luminoso viene tagliato per creare la luce anabbagliante tramite una aletta a comando elettrico posta all’interno del gruppo ottico. Se si brucia la lampada il gruppo ottico rimane al buio.

Di primo acchito mi pare che intensità e luminosita dei gruppo ottico sia un pò scarsa. Ma devo fare qualche test sfruttando i tratti non illuminati della strada.

4 marzo 2015: Passati i primi giorni di sbornia ibrida, durante i quali è impossibile non verificare spesso i flussi di energia ed i consumi istantanei, si capisce che il modo migliore di procedere è leggere il traffico al meglio, sfruttando i momenti in cui è possibiule veleggiare, in rilascio e quindi a consumo zero e sfruttando quindi il recupero dell’energia. Ci pensa poi il sistema HSD a gestire al meglio il tutto.

In attesa del secondo pieno e quindi della rilevazione reale dei consumi, ieri rientrando a casa ho fatto una media di 27 km/lt ed invece venendo a Milano stamattina di 23,3 km/lt; differenza spiegabile dal fatto che rientrando il traffico è più intenso e quindi aumentano i tempi morti e/o i rallentramenti.

Va da sè che più il traffico è intenso e meno consumi a differenza di quanto accade con un’auto normale.

Un suggerimento: L’ibrida è silenziosa, per cui quando arrivi alle spalle di ciclisti e pedoni, tieni presente che spesso non ti sentono. Tralasciamo quelli che girano con le cuffie a padiglione chiuso che non sentirebbero neanche un Tir.

Essendo molto razionale, tendo a non cedere a facili entusiasmi, per cui se una settimana fa qualcuno mi avesse detto quello che sto per scrivere avrei pensato: “che esagerato”

eppure ieri sono salito in auto con mio padre, che ha una Toyota Aygo, e quando è partito mi sono ritrovato a pensare al fracasso che sentivo … per poi prendere coscienza del fatto che dopo pochi giorni di marcia silenziosa, il rumore di un motore normale (sebbene quello dell’Aygo sia un frullatore) mi dà fastidio; e non poco.

Al di là della tecnologia in sè, dei consumi ridotti, della comodità del cambio che non c’è, il confort di marcia dato dalla silenziosità generale, (escluse le accelerazioni a fondo con innesto del termico, ovvio), è superiore e ci si abitua in fretta.

Questa mattina sulla Statale, a 70 kmh., mi sono gustato Gran Torino di Jamie Cullen, senza perdere nulla della prima parte con piano e voce…

Già so che nel fine settimana preparerò la chiavetta Usb inserendo anche i miei amati concerti per violoncello di Boccherini e di Corelli, sapendo che finalmente me li potrò gustare al meglio quando sarò bloccato in certi ingorghi senza speranza.

E, nel mentre, pur essendo fermo nel traffico, il mio consumo (e relativi costi & emissioni) saranno a zero. 🙂

12 marzo 2015: La Signora K l’altro giorno diceva che guido più piano di prima, perchè sto ancor più attento ai consumi, ma in realtà pur avendo affinato lo stile di guida, in ogni caso i miei tempi di percorrenza di tragitti noti, sono invariati.

In realtà, cambia la percezione del viaggio ovvero la maggiore silenziosità non permette al passeggero di capire a quale velocità si stia andando.

Per quanto riguarda i consumi nello specifico vi rimando al post dedicato, tuttavia consulto spesso le Informazioni di viaggio ovvero il grafico che mostra il consumo istantaneo, in blocchi di 15 minuti, dove ogni barra equivale ad 1 minuto.

Nel complesso è un grafico inutile, in quanto i consumi sono decisamente mutevoli da un momento all’altro, dato che entrano in gioco i maggiori consumi quando è necessario ricaricare la batteria oppure quando c’è un’accelerazione più decisa, magari in sorpasso.

Di fatto vedi le barre che salgono e scendono, ma quello che conta è la media d’uso che si può trovare in un’altra schermata. In questa schermata, invece, trovo molto più interessante poter verificare il recupero di energia tramite le decelerazioni.

Nello specifico puoi notare la lettera E=30 Wh.

Va da sè che quando nella barra si trova anche solo in parte il simbolo E, è la conferma che hai recuperato energia che nelle auto normali sarebbe sprecata.

Questo ti aiuta a capire meglio come gestire le decelerazioni ovvero di quanto sia utile lasciare l’acceleratore, sfruttando lo slancio così come le discese, anche minime.

consumi

Ho invece rivalutato l’utilità della schermata Energia che mi permette di vedere i flussi di energia generata dal motore termico o recuperata in decelerazione, così come l’utilizzo dell’EV.

Ora che ho capito meglio come gestire il motore elettrico, il poter vedere il livello di carica della batteria mi stimola a fare del mio meglio.

Tornando all’abbinamento auto + cellulare di cui parlo in altri post, trovo che sia importante che la Yaris, anche su questo modello base, offra di serie il Bluetooth con comandi al volante.

Ho quindi connesso il mio vecchio cellulare al sistema Bluetooth, giusto per avere la possibilità di utilizzo in caso di emergenza, fermo restando che la mia regola di non rispondere a telefono/sms quando sono in auto, resta valida.

Articoli correlati li trovi nella Categoria dedicata alla Toyota Yaris HSD

E’ capitato che spiegando nei dettagli il modo di guidare l’ibrida, qualcuno abbia pensato che fosse un po complicata.

Non lo è, però per tirare fuori il meglio dal sistema ibrido devi metterci del tuo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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9 commenti su “E’ arrivata la Toyota Yaris HSD (ibrida): queste le prime impressioni…

  1. Francesco
    2 marzo 2015

    Molto interessante!

    Finalmente avremo nozioni dirette ed esaustive sulle ibride.

  2. Morbida Dolcezza
    2 marzo 2015

    Congratulazioni per la macchina nuova!

  3. Bosch
    2 marzo 2015

    Sei meglio di Quattroruote

  4. Ele di Siena
    2 marzo 2015

    bella bella!!!

    avrei tanta voglia anche io di cambiare auto… ma non se ne parla nemmeno… chissà quando mai potrò cambiarla!!!

    a me piacerebbe anche la 500 lounge… ma ha un prezzo proibitivo… la yaris come la tua mi piace assai!!!

    un abbraccio e buon viaggio a voi che la abiterete!!!!

  5. Francesco
    2 marzo 2015

    Che dire: belle sensazioni, ottimi stimoli.

  6. giuseppe
    3 marzo 2015

    io ho la prima Yaris del 99 e ancora funziona benissimo

  7. Nadia
    3 marzo 2015

    Che bello Paolo……. Sei sempre così preciso!!!

    Non vedo l’ora di leggere il prossimo Post

  8. tenebra87
    7 febbraio 2016

    Ciao, ho letto che hai usato la macchina tornando da Barzio se non sbaglio. Settimana prossima ci volevo andare anche io. Una curiosità: per mettere la marcia B si può fare in movimento o la macchina deve essere ferma. Io ho provato ed entra anche senza premere il freno ma non vorrei rovinarla. Grazie mille!

    • paoblog
      7 febbraio 2016

      E’ un semplice cambio di marcia, per così dire, per cui lo fai a maccchina in moto, schiacci il freno per ridurre la velocità e metti la B (e la togli) secondo necessità, ovviamente se la discesa ha una pendenza che lo richiede.

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