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Il tema di Expo2015 è alimentare il pianeta oppure i visitatori?

pensieri paroleIl titolo originale del post era “Expo mi sembra solo un grande magna-magna”, tuttavia ho capito che poteva essere fuorviante e qualcuno, leggendo solo il titolo, senza approfondire, poteva pensare mi riferissi a tangenti e costi lievitati.

In realtà mi riferivo al messaggio che passa soprattutto attraverso gli articoli che leggo online, dove si pone l’accento sulla possibilità di mangiare carne di coccodrillo piuttosto che lo scorpione fritto oppure sul numero di ristoranti presenti.

Ma se Expo è incentrata sul problema dell’alimentazione nel mondo, sulla carenza di cibo ed acqua, sullo strapotere di quelle multinazionali che devastano ed inquinano l’ambiente (ogni riferimento all’olio di palma, non è casuale), allora forse si dovrebbe spostare l’attenzione del lettore su quei padiglioni che per l’appunto trattano al meglio il problema.

Nei servizi in televisione ricordo il padiglione di Israele con gli orti verticali oppure il bosco in quello austriaco. Di certo come ben sottolinea Roberto La Pira su il Fatto Alimentare, vien da chiedersi cosa c’entrino McDonald’s, Coca Cola e Ferrero.

Scrive La Pira: Perché l’amministrazione di Expo ha accettato privati con una storia alimentare caratterizzata da principi che contrastano apertamente con lo spirito dell’evento?

Leggi: I padiglioni impresentabili di Expo 2015: Ferrero, McDonald’s e Coca-Cola. Balli, giochi e divertimenti per Nutrire il mondo. Greenwasching e pubblicità scorrette. Chieste tre censure all’Antitrust

* * *

Premetto che quelle che seguono non sono riflessioni che mascherano una polemica, dato che la domanda che mi pongo è reale.

Vero che sono stato contrario da subito all’Expo per le ragioni già spiegate, ma ormai c’è, nonostante tutto, ed allora tanto vale che la manifestazione riesca ad assolvere al suo scopo; non la sostengo, ma non remo contro.

Sul sito ufficiale leggo che:

Expo2015 sarà la piattaforma di un confronto di idee e soluzioni condivise sul tema dell’alimentazione, stimolerà la creatività dei Paesi e promuoverà le innovazioni per un futuro sostenibile.

e successivamente che:

offrirà a tutti la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese.

Ed infatti sui vari quotidiani online leggo di alimentazione, ma di quella dei visitatori:

…offerta con 150 ristoranti, self service e chioschi. Più il cibo da strada. Sarà un’Expo sostenibile ma anche commestibile quella che debutterà fra pochi giorni, che s’interrogherà sul futuro dell’umanità ma che intanto cercherà di cavarsela egregiamente con il pubblico che all’Esposizione Universale verrà ad assaggiare, fare confronti e giudicare.

Questa offerta gastronomica avalla il punto di vista espresso a suo tempo da un addetto ai lavori ovvero che:

Expo è vista come una grande opportunità ma, in questo modo, ritengo che sia abbondantemente sprecata; sono mesi che monitoro il mercato attraverso il dialogo con tanti miei colleghi e non ci sono grandi prospettive di lavoro legato a cene o eventi per Expo e tanti stanno rivedendo la politica di chiusura per ferie ( me compreso).

Probabilmente i turisti stranieri includeranno nella visita ad Expo anche il solito percorso di città d’arte, gli addetti ai lavori si confronteranno in incontri e convegni, ma la massa dei visitatori?

Non c’è il rischio concreto che partecipino ad un magna-magna generale dove il consumismo del momento prenderà il posto della lotta allo spreco alimentare?

Ogni qual volta c’è grande offerta di cibo, c’è grande spreco, dato che manca l’educazione alimentare e non solo quella…

Penso ad esempio a quanto raccontato tempo fa in un post vacanziero:

Come sempre ecco che la presenza di un buffet per la colazione (idem per quello degli antipasti, la sera) scatena gli spreconi….; non riesco veramente a capire la logica che porta delle persone a riempire piatti con briosche, torte ed altro, e sistematicamente assaggiano appena per poi lasciare tutto nel piatto.

Poi magari si commuovono per 10 secondi, o forse no, quando alla tv vedono i bambini che muoiono di fame nel Sahel…

Peggio ancora quando i genitori insegnano questi comportamenti ai figli; abbiamo visto infatti una bambina che chiedeva un succo e la mamma si è recata al buffet per riempire fino all’orlo il bicchiere dicendole: “se non ti piace lascialo, ne prendiamo un altro”.

Ed infatti la bambina ha assaggiato il succo di mele per poi lasciarlo tutto.

Complimenti doppi alla mamma. Innanzitutto non conosce i gusti della figlia, e vabbè, ma soprattutto cosa le ha insegnato? A sprecare il cibo?

Se poi si considera che poteva benissimo versare un dito di succo nel bicchiere, farlo assaggiare alla bambina e, nel caso, tornare a riempirlo.

Fare la cosa giusta non è così difficile, eppure comportamenti del genere ti fanno tornare alla mente i commenti del nonno, che da ragazzo prima ed in tempo di guerra poi,  aveva fatto “la fame”, quella vera,..)

Chi vivrà, vedrà…

Un commento su “Il tema di Expo2015 è alimentare il pianeta oppure i visitatori?

  1. Bosch
    28 aprile 2015

    D’accordissimo sugli sprechi….vanno evitati a tutti i costi e bisogna trasmettere questa verita’…..poi ,Paolo,penso che l’Expo,al di la’ di quanto strombazzato, dovrebbe rappresentare veramente un’occasione per far conoscere quello che c’e’ intorno…..

    mi spiego, se vai a vedere l’Expo, e non fai un salto al Cenacolo di Leonardo,o a Brera, o una visita al Duomo, ti sei perso una bella fetta di cultura e arte no?

    Magari in via Montenapoleone ci vanno per compere, ma abbiamo arte da vendere, dobbiamo invogliare la gente a vedere queste cose meravigliose……

I commenti sono chiusi.

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