Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Siamo tutti clienti e fornitori, ma la serietà non la compri al super…

Come si suol dire, la lingua batte dove il dente duole, ed ancor più del problema dei pagamenti, mi irrita la mancanza di serietà nel mondo del lavoro (ma anche al di fuori).

Nel mese di gennaio un cliente non ha pagato la Riba in scadenza e, seppure in ritardo, ha avuto l’accortezza di inviare una spiegazione del fatto che in sintesi si riassume in “non mi hanno pagato, per cui non ti pago.” 

Il ragionamento non sta in piedi, tanto più con questa tempistica; avrebbe dovuto avvisarmi in netto anticipo, visto che tutti oggigiorno dobbiamo fare i conti al centesimo e le banche, anche se tu sei la vittima del mancato pagamento, non gradiscono i clienti che ricevono insoluti.

Comunque sia, il cliente si era impegnato a grandi linee a saldare il dovuto, incluse le spese di insoluto, entro il 25 gennaio e così ha fatto.

Bene così, tuttavia essendo recidivo, come direbbero i CC ora è “attenzionato” e quindi pagherà anticipato per un alcune forniture.

Due esempi di comportamento commerciale.

11 febbraio: parte il sollecito per un cliente sudamericano (ma azienda di proprietà italiana) che deve pagare una fattura per oltre 14.000 €. Ragionando come il cliente citato in apertura avrei dovuto scaricare il problema sui miei fornitori, tuttavia a parte che non si agisce così, resta il fatto che questi scherzetti i fornitori poi se li ricordano.

Leggi ad esempio: Se un cliente insolvente non capisce di aver perso la fiducia del fornitore…

Il cliente ha risposto al sollecito? Ovviamente no.

Ha pagato dopo 3 giorni, senza darne comunicazione e senza una riga di scuse, che ritengo dovute, anche se false come una moneta da 3 €.

12 febbraio: Da un controllo contabile, salta fuori che non è stata pagata la Riba di un fornitore, per € 5343. Strana cosa.

Fatti i controlli del caso, parte l’email per il creditore nella quale mi scuso per il disguido involontario, ma il giorno successivo arriva la risposta del fornitore che conferma di avere avuto un intoppo per cui la Riba non è stata emessa. Il bonifico è stato fatto immediatamente.

Un aneddoto personale che spiega al meglio quello che pochi capiscono ovvero che La serietà paga,  nell’immediato, ma ancor più sulla distanza.

E’ successo, negli anni ’70, che ci fosse un momento di difficoltà temporanea dovuto per l’appunto a dei mancati pagamenti, per cui mio padre prese il telefono e chiamo un fornitore, spiegandogli la situazione e chiedendo una dilazione di pagamento sulle fatture in scadenza, con il pagamento degli interessi.

Detto, fatto. Noi abbiamo superato il periodo critico, il fornitore ha incassato il dovuto qualche mese dopo.

Parecchi anni dopo avendo urgenza di ricevere al materiale chiesi telefonicamente al fornitore se poteva dare il via alla produzione senza attendere l’ordine scritto e lui mi disse che: “sino ad un importo di 1 miliardo (di lire) procedo sulla parola, oltre questa cifra mi può fare un ordine scritto quando ha tempo.”

Ovviamente il miliardo è una simpatica forzatura, ma è capitato nei tempi di fare al telefono ordini di parecchie decine di milioni ed integrare successivamente con uno scritto. E questo atteggiamento del fornitore è figlio di anni di serietà e correttezza.

Agli inizi degli anni ’80 mio padre aveva fatto un corso alla Camera di Commercio, destinato ai titolari di piccole aziende, ed uno degli “insegnanti” aveva detto che la prima regola è pagare i fornitori il più tardi possibile, così da crearsi della liquidità.

Mio padre allora aveva fatto notare che così facendo ci saremmo bruciati i fornitori e se nessuno ti dà il materiale necessario per lavorare, va da sè che sei fritto, ma era stato zittito dall’esperto. Sarà…

Sempre negli anni ’80 avevamo un cliente che nel corso degli anni era diventato un grosso gruppo, con diversi stabilimenti ed era guidato dal fondatore, che ha tenuto in mano il timone sin quasi agli 80 anni e mi raccontavano che lui si raccomandava sempre di pagare puntualmente i fornitori, perchè era grazie a loro se l’azienda poteva lavorare e se proprio si doveva ritardare un pagamento, di farlo con quello che ti da la cancelleria e non i materiali fondamentali per la produzione.

Al momento del ritiro dal mondo del lavoro, le redini dell’azienda sono state prese dai nipoti, laureati in una prestigiosa università milanese, e per prima cosa hanno allungato i pagamenti di 30 giorni e successivamente, non paghi, hanno scelto di non pagare.

Tempo qualche anno ed il gruppo è fallito.

Così come è fallito il gruppo romano che aveva agito in questo modo:  Non mi paghi, ti faccio causa e tu metti me sulla Lista nera?)

Memo: Qualcuno lo capisce: se paghi prima, ci guadagni ed ottieni un servizio più veloce…

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: