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Etichette alimentari, nuove regole europee

Un articolo di Dario Dongo che leggo su Il Fatto Alimentare

Ho sintetizzato molto, lasciando informazioni utili, ma da integrare con la lettura completa dell’articolo  cliccando sul link in calce

Il 6 luglio il Parlamento europeo ha adottato in seconda lettura il testo sulle nuove diciture che dovranno essere presenti sulle etichette dei prodotti alimentari.

Il regolamento si applica a tutti gli alimenti destinati al consumatore finale, compresi quelli somministrati da ristoranti, mense, ospedali, catering,  nonché i prodotti destinati alla ristorazione.

Rimangono  esclusi da gran parte delle informazioni obbligatorie gli alimenti pre-confezionati nei supermercatiper la vendita diretta”.

Si tratta di una deroga ingiustificata perchè i consumatori continueranno a non avere informazioni importanti sui prodotti come carni, formaggi e salumi, che la grande distribuzione “porziona”,[1] avvolge nel cellophane e colloca sui banchi di vendita.

Le novità:

se l’alimento è stato congelato o surgelato prima della vendita e viene venduto scongelato, la denominazione di vendita deve essere accompagnata dalla scritta “scongelato”.

se un ingrediente naturalmente presente nel prodotto  o normalmente utilizzato (es. il latte nel formaggio) è sostituito in parte con un altro ingrediente (es. fibre vegetali ), l’ingrediente sostitutivo deve essere indicato accanto alla denominazione di vendita.

la carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti della pesca che  confezionati si presentano sotto forma di filetti, fette oppure porzioni e nel corso della lavorazoine industriale sono stati arricchiti con una quantità di acqua superiore al 5% in peso devono indicarne la presenza

la carne, le preparazioni di carne e i prodotti della pesca che appaiono come una fetta, filetto o porzione ottenuti da un unico pezzo, ma che in realtà sono composti da diversi pezzi di carne/pesce uniti tra loro tramite altri ingredienti (es. additivi o enzimi) devono  specificare che il prodotto è ottenuto dalla combinazione di più pezzi

gli insaccati devono riportare una specifica indicazione, vicino alla denominazione di vendita, laddove l’involucro non sia edibile

Dimensioni diciture. L’altezza minima dei caratteri tipografici usati nelle etichette per le diciture obbligatorie  è di 1,2 mm. Per le confezioni più piccole (con una  superficie   inferiore a 80cm2) l’altezza minima dei caratteri sarà di 0,9 mm.

Un folto gruppo di articoli del nuovo regolamento riguarda gli ingredienti:

– Allergeni  La presenza di ingredienti allergenici dovrà venire evidenziata, nella lista degli ingredienti, con accorgimenti grafici differenti rispetto a quello degli altri ingredienti

– Oli e grassi. Queste diciture dovranno venire seguite dalla specifica indicazione della natura degli oli e grassi specificamente utilizzati (es. soia, palma, arachide).

– Oli e grassi vegetali possono affiancare alla scritta “oli vegetali” la tipologia  (es. palma, soia, mais, cocco… ).

– Acqua e ingredienti volatili aggiunti devono essere indicati quando la presenza nel prodotto finito è superiore al 5% .

– Caffeina. Le bevande diverse da tè, caffé e dai drink a base di tè e caffé che hanno un  tenore di caffeina maggiore di 150 mg/l devono riportare sull’etichetta nello stesso campo visivo del nome – la scritta “Tenore elevato di caffeina” (già introdotta nel 2003)  e l’avvertenza “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento”.

 – Aromi. Dovranno comparire nella lista degli ingredienti con il nome di  “aromi” oppure con una dell altre denominazioni previste (sostanze aromatizzanti, preparazioni aromatiche, aromi ottenuti per trattamento termico, aromatizzanti di affumicatura, precursori degli aromi, ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti).

– Nano-materiali. Viene introdotta una definizione per i nano-materiali ingegnerizzati che si usano nei prodotti classificati come  “novel foods”, e per gli  ingredienti alimentari e gli additivi che hanno queste caratteristiche.

Peso netto. Gli alimenti ricoperti da una glassatura (come  alcuni pesci surgelati ricoperti da uno spesso strato di ghiaccio), devono riportare il  peso netto al netto della glassatura.

Data di scadenza e termine minimo di conservazione . La data di scadenza (“da consumarsi entro …”) dovrà essere riportata oltre che sull’imballo esterno anche sulle confezioni  preconfezionate presenti all’interno del prodotto

Data di surgelazione. La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti ittici non lavorati, dovranno indicare  la data della prima surgelazione o del congelamento precisando giorno, mese e anno. (All. 10, punto 2a)

Origine. L’indicazione dell’origine (il luogo di provenienza o del luogo dove il prodotto  ha subito l’ultima trasformazione sostanziale) è obbligatoria quando la sua omissione può indurre in errore il consumatore (come ad esempio quando una mozzarella prodotta in Germania viene venduta in Italia).

Le novità:

quando l’origine del prodotto indicata sull’etichetta risulta diversa da quella dell’ingrediente primario,[2] nelle diciture bisogna citare anche questa seconda origine, o comunque precisare la  non coincidenza con l’origine del prodotto.

viene introdotto l’obbligo di indicare la provenienza delle carni fresche e congelate delle specie suina, ovina, caprina e di pollame vendute tal quali (art. 25.2).

(Nota di Paoblog: Nel regolamento si sono dimenticati del coniglio. E non scherzo)

Informazioni nutrizionali. Tutti i prodotti alimentari preconfezionati, fatte salve rare eccezioni, dovranno riportare in un unico campo visivo sul retro dell’etichetta una tabella nutrizionale con i valori di energia (kcal/kj), grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Questi valori dovranno essere riferiti a 100g/ml ed eventualmente, su base volontaria, alla porzione.

Acidi grassi trans (TFA’s). Entro tre anni dall’entrata in vigore del regolamento verrà redatto un rapporto sulla possibile presenza obbligatoria degli acidi grassi trans nella tabella nutrizionale.

Legislazione  Le norme nazionali relative a aspetti non ancora regolamentati a livello europeo non devono  ostacolare la libera circolazione delle merci nel Mercato unico, e soprattutto non devono discriminare i prodotti realizzati in altri Paesi  (art. 37.1).

Le bevande alcoliche (>1,2% vol.) soggette ad apposita disciplina comunitaria, restano esentate dagli obblighi di indicazione degli ingredienti e di informazioni nutrizionali.

Responsabilità degli operatori. Un grande passo avanti è stato fatto  per definire i ruoli degli operatori. In linea con i criteri stabiliti nel General Food Law, chi appone il proprio nome o ragione sociale o marchio sull’alimento destinato al consumatore finale – sia esso il produttore o il venditore – è responsabile della completezza e veridicità delle informazioni riportate in etichetta.

Informazioni obbligatorie in etichetta. Oltre alle diciture obbligatorie, le indicazioni nutrizionali e quelle relative all’origine ( con le modalità descritte nei successivi paragrafi art. 9.1),  devono essere disposte nello stesso campo visivo dove è collocata la denominazione di vendita, la quantità netta e il titolo alcolometrico.

Simboli. La Commissione  potrà introdurre simboli o pittogrammi in alternativa a parole e numeri relativi alle scritte obbligatorie.

Legislazione concorrente. Le Istituzioni comunitarie non hanno escluso, come si sarebbe invece dovuto fare in via del tutto prioritaria, la possibilità che gli Stati membri integrino la legislazione con provvedimenti nazionali relativi a singoli prodotti e loro categorie, nelle parti non ancora regolamentate a livello comunitario (capitolo VI).

Macellazione rituale.  Le carni di animali soggetti a macellazione rituale (kasher, halal) non devono riportare diciture specifiche.

Micro-confezioni. Quando la superficie  della confezione è inferiore a 10cm2 è sufficiente riportare le notizie essenziali: denominazione di vendita, allergeni eventualmente presenti, peso netto, termine minimo di conservazione (“da consumarsi preferibilmente entro …”) o data di scadenza (“da consumarsi entro …”).

Bottiglie in vetro . Le  informazioni obbligatorie che devono essere riportate sulle bottiglie di vetro con vuoto a rendere come certe bottiglie di latte o di bibite  di fantasia sono: la denominazione di vendita, allergeni, peso netto, termine minimo di conservazione o data di scadenza, indicazioni nutrizionali (art. 16.1).

Tempi. Il testo dell’accordo verrà tradotto nelle 24 lingue ufficiali e poi  tornerà al Consiglio in autunno per la definizione formale dell’iter legis. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è prevista per la fine anno .

Lettura integrale dell’articolo QUI

Articolo correlato – Alcune domande a Paolo De Castro (Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo)

Un commento su “Etichette alimentari, nuove regole europee

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