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La segnaletica intelligente su gallerie e grandi autostrade è ancora incompresa

La segnaletica citata da Caprino è intelligente, ma gli automobilisti meno… 😉

Ho scritto più sull’abitudine di tenere la sinistra ed ogni volta mi chiedo se l’automobilista medio (o mediocre?) sia anche analfabeta.

I lunghi trenini di auto che percorrono imperterriti la corsia centrale, spesso a velocità troppo basse, incontrano prima o poi il display con un messaggio chiaro ed inequivocabile “Occupare la corsia libera a destra” eppure continuano a restare in mezzo.

Non capiscono una scritta, figuriamoci dei simboli.  D’altro canto sono pure daltonici, visti i passaggi con il rosso

P.S. Dimenticavo; e vogliamo spendere due parole per quelli che non comprendono neanche il significato delle corsie direzionali?

un articolo di Maurizio Caprino

Quanto ne sapete degli Its? Lo chiede il terzo e ultimo questionario in italiano dello studio internazionale Riderscan, ora online per essere compilato dai motociclisti (Download Com 1-14 – 24-2-14 – Riderscan).

E me lo chiedo io, dopo aver visto un bel po’ di guidatori mantenersi tranquillamente sulla corsia più a sinistra di un nuovissimo tunnel (quello che dalla primavera scorsa consente alla SS 36 di superare Monza) “nonostante la segnaletica lo vietasse”.

Aldilà della frase da prontuario dei verbali di polizia stradale, vuol dire che il modernissimo sistema “freccia e croce” (che prevede una serie fatta di file di segnali luminosi – uno sopra ogni corsia – ognuna a poche centinaia di metri dall’altra, per dirci in tempo reale se possiamo percorrerla o meno) non viene capito o non viene notato.

E allora mostriamo il “freccia e croce”.

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E spieghiamo che anch’esso è un Its (cioè un sistema intelligente che aiuta la gestione e la sicurezza del traffico) e viene utilizzato sempre più. Perché serve in due circostanze che ci vedremo davanti sempre più di frequente:

– le gallerie nuove o riqualificate in base all’ultima direttiva europea, che comunque non riusciremo a rispettare per tempo su tutto il territorio nazionale;

– i tratti con terza o quarta corsia dinamica, cioè ricavata a spese della corsia di emergenza dove si vuole ampliare un’autostrada ma non c’è spazio per farlo con tutti i crismi (c’è sull’A14 a Bologna, la stanno facendo per l’Expo 2015 sull’A4 a Milano).

Sono circostanze accomunate da un’esigenza: avere un sistema di videosorveglianza che controlli in tempo reale se qualche veicolo resta fermo su una corsia di marcia (cosa ben più probabile che in situazioni normali, mancando la corsia di emergenza) e avvisare immediatamente chi sopraggiunge, appunto con i segnali “freccia-croce”.

Nel caso delle corsie dinamiche, si aggiunge – quando non c’è troppo traffico – l’esigenza di comunicare che quella più a sinistra è chiusa perché può tornare momentaneamente a fungere da corsia di emergenza.

Il sistema, di per sé, non è infallibile: qualcuno può restare fermo proprio in prossimità del primo segnale. E la sorveglianza in sala operativa non sempre è attenta. Quando questi due problemi si mischiano insieme, ci può scappare il morto. E’ già successo.

Se poi ci aggiungiamo l’ignoranza e la distrazione dei guidatori… Anche perché molti hanno preso la patente ben prima che il sistema “freccia e croce” facesse la sua apparizione nel programma d’esame.

E allora forse è opportuno fare almeno un po’ di pubblicità-progresso. Altrimenti rischiamo di spendere invano i soldi necessari a mettere i segnali, i sistemi di videosorveglianza e le sale operative adeguate

3 commenti su “La segnaletica intelligente su gallerie e grandi autostrade è ancora incompresa

  1. £@
    3 marzo 2014

    Carissimo Paolo, secondo me il problema e’ piu’ grave e piu’ profondo di quello che hai segnalato.
    Da una parte e’ vero, verissimo che questi sistemi ITS sono per la grande maggioranza deglia automobilisti italiani inutili e incomprensibili. E dall’altra parte se vogliamo ridurre i morti sulle strade qualche sistema in piu’ lo dobbiamo mettere.

    Ma, secondo me il problama grave e profondo e’ quello che indichi tu(sottointendi) nella frase –Anche perché molti hanno preso la patente ben prima che il sistema “freccia e croce” facesse la sua apparizione nel programma d’esame.– e cioe’ che l’attuale sistema di rinnovodella patente non prevede gli aggiornamenti a tutti coloro che gia’ l’hanno.

    In parole povere, mio nonno che prese la patente nel 1950 non ha mai studiato gli ITS ma nemmeno cose meno recenti come le rotonde europee-italiane, i cartelli del 1996 (che non prevedono piu’ il divieto di svolta ma solo le direzioni consentite) E cosi’ mio nonno spesso si trova in difficolta’. Ma non e’ colpa sua, io e l’autoscuola lo abbiamo aiutato con corsi e spiegazioni.

    E gli altri nonni d’italia? Servirebbe l’aggiornamento obbligatorio durante il rinnovo. Dove oltre all’esame della vista bisogna rifare l’esame pratico e teorico (magari facilitato) perchè anche le auto in 50anni sono cambiate.

    Non credi?

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