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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Cercando la tutela della nostra privacy , va a finire che tuteliamo i delinquenti…

pensieri paroleTempo fa avevo scritto che bisognerebbe riscoprire l’arte del tacere e mi riferivo a commenti diffamatori postati con disinvoltura su FB e Forum, salvo poi “cadere dalle nuvole” quando ti arriva una querela, come se il web fosse realmente una “terra di nessuno” dove tutto è permesso, ed infatti poi troviamo quelli che cliccano su “mi piace” al post con cui un omuncolo annuncia l’avvenuto omicidio dell’ex-moglie. 😦

Screenshot 2014-12-06 16.02.11

Mi chiedo però se talvolta non sarebbe anche il caso di astenersi dallo scrivere, ovvero dal pubblicare un articolo tipo quello letto ieri, dove la giornalista elenca una serie di consigli su cosa “non scrivere” su FB o “non visitare” sul web, per evitare di finire nel mirino dei servizi antiterrorismo e/o della polizia.

Ritengo che il terrorista organizzato sia già a conoscenza delle tattiche da usare, tuttavia ci sono tanti cani sciolti che magari potrebbero fare errori tali da portare alla loro cattura e/o sventare un possibile attentato.

Ho scritto terrorista, ma nell’articolo si parla anche di pedofili e siti correlati.

Sarebbe sicuramente seccante finire erroneamente nel mirino della polizia, tuttavia non vorrei che cercando la tutela della nostra privacy finissimo per tutelare invece quella dei delinquenti da cui le F.d.O. devono difenderci.

A proposito di privacy, pensavo l’altro giorno a quelle foto inviate all’Amsa, dove avevo immortalato l’incivile di turno che stava scaricando dei rifiuti sul marciapiede; la segnalazione era stata presa in carico, ma nel contempo mi avevano detto che avevano cancellato le foto da FB perchè si vedeva la targa dell’auto il che violava la privacy del personaggio.

Ah, il problema è la sua privacy?

Per quel che mi riguarda, ribadisco quello scritto a suo tempo: Voi non buttate lavatrici sulla strada e nessuno vi fotografa… ,-)

Quindi andiamo avanti a tutelare la privacy di incivili e delinquenti.

Avete presente quando un pirata, magari ubriaco investe ed uccide qualcuno per la strada?

Della vittima in un attimo si sa tutto, i giornalisti arrivano sotto casa e li senti chiedere alla mamma della vittima “le manca sua figlia?” “che cosa vorrebbe dire al pirata?” ma una volta arrestato l’automobilista omicida viene pubblicata con la striscia nera sugli occhi e le sole iniziali.

Esco dall’argomento, ma parlando di giornalisti e scarsa sensibilità, mi è tornato alla mente una situazione raccontata nel Gruppo FB e purtroppo, nonostamnte siano passati oltre 50 anni dall’episodio raccontato, non è cambiato nulla e si continuano a sentire giornalisti sparare certe domande…

L’altro giorno stavamo guardando alcuni spezzoni di un servizio tv dedicato alla tragedia (annunciata) che colpì il Vajont, Erto, Longarone…

Allora, come oggi, ecco il giornalista che ad ogni persona che incontra pone la stesse domande, implacabile, indifferente al dolore altrui: “cosa prova a dover lasciare Erto? Ha perso dei familiari? Quanti?”

Molti hanno risposto, ma alla fine una donna gli ha urlato in faccia: “penso alle due sorelle che ho perso, mi lasci in pace”.

Liberi di non crederci, non appena la donna è rientrata ha ricominciato con le parenti rimaste sulla porta.

Un uomo, originario di Erto, ma che abitava nei dintorni di Brescia, con tono pacato ha detto di aver perso la casa e 14 familiari.

C’è da star male solo all’idea che una persona possa aver perso 14 familiari in un colpo…eppure eccolo insistere ancora: “cosa prova”?

E da tutte le interviste ha ricevuto una dignità e compostezza, senza pari, soprattutto considerando che avevano tutte le ragioni per reagire con modi ben più forti, con toni accesi, con rabbia…

Leggi anche: Perché è giusto mostrare il volto di chi ha maltrattato una donna

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4 commenti su “Cercando la tutela della nostra privacy , va a finire che tuteliamo i delinquenti…

  1. chiara
    5 dicembre 2014

    anche io mi chiedevo perchè mai tutelare la privacy dei delinquenti, e mi sono risposta che purtroppo si deve fare per non rischiare denunce.

    Dato che i legali come noto trovano il modo di salvare questi loro clienti usando cavilli e falle nella normativa.

    Eppure, la legge sulla privacy, che sembra così dettagliata e precisa, non prevede una tutela banale: se vai in Comune e chiedi lo stato di famiglia o certificato analogo di una persona, te lo danno senza battere ciglio, cioè senza chiedeti un documento che attesti se tu sei la persona interessata o un familiare ricompreso in tale certificato.

    Per cui, puoi sapere dove quella persona abita.

    Non ci avevo mai pensato quando ritiravo certificati per mio uso personale, me lo hanno fatto notare ad un corso contro la violenza sulle donne: i compagni violenti possono così conoscere i nuovi indirizzi delle donne e continuare a perseguitarle presso il nuovo domicilio “segreto”…

  2. Poppea
    6 dicembre 2014

    La legge fa schifo, non so se il collega ha ben capito ma ha detto che Renzi ha fatto una specie di mozione in cui se un ladro ti svaligia casa non è reato per cui…

  3. Madamin
    9 dicembre 2014

    Ma io neanche li chiamerei giornalisti…..

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