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Andiamo bene, il negoziato USA-UE (#TTIP) “mette il naso” anche nella sanità

lenteDi post sul negoziato in corso fra USA e UE ne ho pubblicati diversi (vedi link in calce) e nessuno è foriero di buone notizie, ma l’ultimo articolo letto in proposito su Altroconsumo di aprile, mette un ulteriore interrogativo sulla ricaduta che questo trattato potrà avere su noi cittadini.

Leggo infatti che è dal 2013, quando di #TTIP ancora si doveva parlare, che due grosse lobby farmaceutiche fanno pressioni al fine di far prevalere l’attenzione ai loro affari, a totale discapito dei cittadini.

Fra gli obiettivi quello di imporre prezzi più alti per i farmaci rimborsabili dallo Stato, ma soprattutto, come si evince da un documento di una delle lobby, di “avanzare meccasimi di rafforzamento dei brevetti efficaci” il che significherebbe ritardare l’arrivo sul mercato di farmaci liberi da brevetto, i cosiddetti generici, che costano meno ed hanno la stessa efficacia.

Un altro punto dolente riguarda la sperimentazione dei farmaci, un processo nel quale l’Europa sta facendo un cammino improntato sulla massima trasparenza, rendendo disponibili a tutti (medici, ricercatori e cittadini) una banca dati che permetta ad ognuno di conoscere al meglio l’efficacia e la sicurezza dei farmaci.

Ci credereste? Questo non piace alla aziende farmaceutiche americane che non hanno voglia di condividere troppe informazioni.

Per ultimo mi sono tenuto l’argomento in realtà più importante ovvero il rischio che aumenti la privatizzazione nella Sanità.

Vero che la UE rassicura tutti, dai governi (in primis quello della Gran Bretagna) ed i cittadini, ma vero anche che come fa notare Altroconsumo nell’articolo: “le compagnie americane sono abituate a trattare la salute come un prodotto e non come un diritto”.

Va da sè che se la UE dovesse cedere sull’argomento rischieremmo di trovarci alle prese con una privatizzazione della Sanità che comporterebbe costosi servizi di maggior qualità per i ricchi e servizi scadenti per gli altri.

Ogni qual volta leggo un articolo pubblicato da addetti ai lavori, che siano associazioni di consumatori o giornalisti specializzati, leggo di una UE parte debole, di voglia di chiudere in fretta, forse spaventati dalla massiccia raccolta firme in atto ovvero dall’inquietudine generata dai cittadini più attenti…

Siamo certi che i negoziatori UE siano in grado di chiudere un trattato che faccia il bene di noi cittadini piuttosto che dei soliti noti?

Vorrei essere ottimista, ma la risposta me la sono già data… 😦

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