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La petizione di Slow Food, il formaggio senza latte e la verità che non ti dicono…

pensieri paroleDi Coldiretti purtroppo non mi stupisco, ma Slow Food questa volta ha fatto un bel scivolone … ed il numero di firme raccolta testimonia il fatto che più che i fatti reali conta come ce li raccontano.

La cosa strana è che la massa dei consumatori meno informati e quindi più influenzabili abbocca subito a queste notizie inesatte se non false, e non si riesce più a riportarli sulla retta via 😉 in quanto qualsiasi cosa si dica, non si viene creduti, neanche se argomenti al meglio ed in maniera chiara.

Eppure non si fanno troppe domande quando devono credere alla bufale… Tutti vedono complotti, nessuno vede i fatti.

Fortuna che il mio piccolo bacino di lettori si fida di quel che scrivo, quindi un pò di bufale riesco a non farle attecchire…

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in sintesi un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare e del quale suggerisco la lettura integrale in quanto ci sono Domande & Risposte utili a capire al meglio la realtà dei fatti che, detto per inciso, non è quella raccontata dalla maggior parte dei siti e, ahimè, dei Blog.

La petizione che chiede di non usare latte in polvere nella produzione del formaggio promossa da Slow Food e sostenuta da Coldiretti ha superato 115 mila firme.

Slow Food, che in genere promuove campagne intelligenti, ha avviato questa raccolta firme mal consigliata e senza analizzare la situazione.

lente alimenti

Tutto il costrutto è supportato dalla falsa convinzione che l’UE imponga nuove regole all’Italia, avvallando l’uso del latte in polvere nel formaggio, rovinando così l’immagine e la qualità dei nostri prodotti e aprendo le porte a improbabili frodi commerciali ai danni del consumatore.

La grande bufala però funziona e la notizia è stata rilanciata da centinaia di siti e da decine di quotidiani attraverso articoli in cui gli autori si limitano a riproporre il testo della petizione.

Purtroppo in ambito alimentare spesso le insinuazioni e le bufale prevalgono sul buon senso e Coldiretti ha una predilezione verso questi giochi di prestigio.

In questa vicenda la sola cosa sensata è la legittima richiesta di indicare sulle etichette del formaggio l’eventuale presenza di latte in polvere, per dare la possibilità al consumatore di sapere cosa compra.

2 commenti su “La petizione di Slow Food, il formaggio senza latte e la verità che non ti dicono…

  1. francesco
    28 luglio 2015

    quando i sottoscrittori (ma saranno veri? mi viene in mente il televoto…) capiranno che le petizioni online servono principalmente a raccogliere le info personali di chi ci casca, info per le quali esiste un mercato fiorentissimo, vedrai che la smetteranno.

    Certo, spiace vedere che tanti cittadini si battono eroicamente per la salvaguardia di un formaggino piuttosto che per cause più nobili (basta fare un giro su questi siti di perizioni per vergognarsi un po’ d’essere italiani) ma questo siamo.

    • paoblog
      28 luglio 2015

      Le petizioni online sono uno strumento utile, solo se non se ne abusa, lanciando petizioni e/o raccolte di firme basate sul nulla oppure sulla facile indignazione del momento, cosa questa che per l’appunto capita quotidianamente.

      Il popolo del web è specializzato nell’indignazione facile, che si concretizza spesso in commenti ed insulti scritti nei Forum oppure su Facebook (ed in questo caso, occhio a quello che scrivete), ma passato il momento dello sdegno, si va oltre.

      Meglio sarebbe incanalare tempo ed energie aderendo ad iniziative concrete, che mirino ad ottenere un reale cambiamento, così come fanno Avaaz, Oxfam ed altre organizzazioni.

      Sarebbe poi il caso di ricordare quella 17enne americana che ha fatto piegare la testa a colossi come Coca Cola & Pepsi oppure a quei boicottaggi vittoriosi contro aumenti ingiustificati di prodotti alimentari.

      Forse è meglio un “mi piace” in meno ed una firma, seppur virtuale, in più, ma data con giudizio (Giudizio? Buonsenso? Ecco che scivolo nell’utopia…) 😉

I commenti sono chiusi.

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