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Ecco come “Telecom ora Tim” vessa un ex-utente 83enne

La vicenda che racconto in questo ennesimo post, si riferisce a mio padre ed in pratica è l’aggiornamento del precedente post nel quale faccio il punto di una situazione paradossale nella quale, al solito, l’utente è vittima del comportamento scorretto, in malafede e pure confusionario di Telecom ora Tim.

C’è da notare che mio padre ha 83 anni, ma ci sono io che sto gestendo la pratica Telecom attraverso vari canali che il web offre ovvero sia tramite Facebook e Twitter (ed aggiungo il Blog); penso però ai tanti anziani, magari soli, che di fronte ad una richiesta arbitraria come quella di Telecom, pagano ed abbozzano.

E’ altresì vero che siamo alla seconda raccomandata, per cui a colpi di 4-5 € alla volta va a finire che spenderemo di più per far valere le nostre ragioni rispetto a quanto avremmo pagato. Senza dimenticare il tempo perso e le arrabbiature…

Ma quando uno agisce in maniera platealmente scorretta, come sta facendo #Telecom (ora #TIMfisso) diventa veramente una questione di principio.

25 agosto 2015: liberi di non crederci, ma c’è un aggiornamento che la dice lunga: #TIMfisso insiste ancora con la richiesta di soldi non dovuti. Ma “ci sono o ci fanno”?

Autore: Pietro Vanessi unavignettadipv.it

Autore: Pietro Vanessi
unavignettadipv.it

Ecco come Telecom ora Tim vessa un ex utente 83enne la cui unica “colpa” è di aver dato una disdetta nei tempi e modi previsti dall’art.70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni ovvero senza addebito di costi cosa questa che loro per primi hanno riportato sulla comunicazione che variava le condizioni contrattuali.

telecom

17 aprile 2015: Telecom diventa Tim, i costi sono quelli che sono, parte la disdetta…

28 maggio 2015:  Telecom dice che hai diritto al recesso gratuito ed infatti arriva l’addebito di 35 €

30 giugno 2015: Telecom, via Twitter conferma lo storno dei 35 € non dovuti per il recesso

Screenshot 2015-07-23 13.14.56

23 luglio 2015: arriva una fattura, riferita a Luglio 2015, con la dicitura “non c’è niente da pagare” (e ci mancherebbe); tuttavia se mio padre ha chiuso il contratto con decorrenza 1° maggio (ed infatti la linea non è più attiva), non capisco perchè a fine luglio debbano inviare un’altra fattura.

17 luglio 2015: arriva un sollecito di pagamento per la fattura che, come detto, è già stata stornata.

20 luglio 2015: arriva la nota credito circa la comunicazione del rimborso della fattura che, essendo stato stornato l’importo non dovuto, in realtà non è stata pagata.

22 agosto 2015: arriva una nuova comunicazione con la quale si minacciano azioni legali se non sarà pagata la somma, NON DOVUTA e peraltro già STORNATA dalla stessa Telecom.

telecom azioni legali

Se va avanti così gli estremi per un’azione legale ce li avremo noi; oltre che un comportamento scorretto, è pure persecutorio ed aggressivo.

Comunque sia, alla protesta scritta su Facebook #TIMfisso ha risposto velocemente con la richiesta dei dati:

Screenshot 2015-08-23 09.57.26Alla quale però sino ad ora non è seguita nessuna comunicazione; in ogni caso, domani sarà spedita una raccomandata anticipata poi via fax al numero: 800 000 187

Contestazione Telecom azione legale_Pagina_1Contestazione Telecom azione legale_Pagina_2

Più che #TIMfisso questi mi sembrano #TIMfessi, ma in ogni caso…

mi sono rotto

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Leggi anche questo articolo di Altroconsumo: Telecom cambia tariffe? Se cambi operatore non devi pagare

3 commenti su “Ecco come “Telecom ora Tim” vessa un ex-utente 83enne

  1. Don
    26 agosto 2015

    Allucinante

  2. Fausto
    24 febbraio 2016

    Salve a chi mi legge, da anni leggo di questi articoli.
    Mi sono sempre posto le domande:
    Perché un cittadino/cliente deve spendere dei soldi in raccomandate, fax, etc, per comunicare con i gestori di utenze (non solo quelle telefoniche).
    Perché i gestori non si dotano di P.E.C. (posta elettronica certificata)?
    Con tale mezzo, le email hanno “carattere” di racc.ta con ric. di ritorno come quelle cartacee.
    Il problema é generale:

    Oramai, quando una qualsiasi azienda, ditta, ti ha “aggiunto” come cliente, la loro logica è di non scambiare nessuna informativa a mezzo email, altrimenti si vanno a CREARE delle prove, e questo Loro non vogliono crearle.
    Ci filtrano con i call center, con i quali non riusciamo mai a venirne a capo per i nostri disagi etc.

    Inoltrare al Garante delle Telecomunicazioni le proprie lamentale etc., è farraginoso, sprechiamo un mucchio del nostro tempo, ed infine, non ti rispondono.

    Commercialmente, la politica (chissà quanti esponenti politici, sono “legati” a società, aziende, ditte) che creano Leggi ad Hoc per tutelare questi INTERESSI e creare burocrazia, lacciuoli, nei confronti dei cittadini/clienti.
    ——————————

    MIA OSSERVAZIONE SU CONTRATTI A DISTANZA:

    Ci registrano telefonicamente per creare un contratto qualsiasi, le nostre credenziali vengano riconosciute subito a termini di legge, no ti riconoscono tramite un documento di riconoscimento (come fai darglierlo a mezzo telefono), eppure a Loro va bene così.
    affibbiandoci un contratto a distanza (telefonico), nel quale basta rispondere unicamente: si, si, si, (poi il contratto cartaceo te lo inviano a casa … se.. te lo inviano).

    Sappiamo bene che le Condizioni del Contratto, le puoi leggere solo dopo aver accettato la registrazioni telefonica – e non prima. Oramai i giochi sono fatti.

    Ecco allora la mia osservazione:
    ………………………………………………………………………..
    perchè il Cittadino/cliente, qualora decidesse di cambiare Il fornitore di servizi,
    non può ugualmente procedere con una registrazione telefonica?
    chiaramente rispondendo sempre si, si, si, etc.?
    ………………………………………………………………………..

    E no! in questo caso Loro, non ti riconosco come persona che ha sottoscritto il Contratto, devi per forza “sprecare soldi, tempo” per inoltrare racc. con ric.ta di ritorno, Fax etc.. dopodichè il cliente si scoraggia ed il gioco è fatto.
    Tra l’altro, qualora il cliente osservi tutte le modalità previste da queste regole “vessatorie” non è detto che codesti Fornitori di servizi ti rispondino.

    Proviamo a riflettere su situazioni di persone che vivono da sole, magari con problemi di handicap motori, come fare a inviare raccomandate, fax, per disdire, recedere dal contratto. Non avendo la possibilità “letteralmente” di muoversi, tutta questa situazione và ad Creare anche in questo caso le famose “barriere architettoniche” che dovrebbero superate dalle normative di Legge.

    Queste regole sono state partorite in seno al Parlamento (luogo “democratico”), ma và!

    Sarebbe utile conoscere l’estensore\i di queste regole, andare alla fonte. Rappresentare a quest’ultimi i disagi che queste regole stanno creando ai cittadini.
    Magari, quest’ultimi in buona fede, li hanno ancorchè Eletti.

    Personalmente, in questi ultmi hanni, tali disagi li sto vivendo realmente.

    Mi scuso per questo mio sfogo, ma tantè

    lascio un cordiale saluto a quantio hanno avuto la pazienza di leggermi Fausto

    24 feb 2016

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