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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La scomparsa di De Paoli

di Gianni Simoni

Tea – Pagg. 240 – € 13,00

6278543

Trama: In un fossato, lungo una strada provinciale ai margini della città, la Polizia ritrova un cadavere reso irriconoscibile dall’azione impietosa dei topi.

Cosa o chi ha ucciso quell’uomo senza identità e senza più nemmeno un volto? Un rapinatore inesperto? Un magnaccia violento? Un pirata della strada fuggito dopo l’incidente?

Una morte così fa scalpore in una città di provincia come Brescia, ma per l’ex giudice Petri allo stupore si aggiunge l’orrore, quando si rende conto che quell’uomo altri non era che il suo vecchio amico e medico curante, il dottor Emilio De Paoli, misteriosamente scomparso da troppi giorni.

Il buon Petri, sconvolto, si butta nell’indagine anima e corpo, costringendo il commissario Miceli, che ormai lascerebbe volentieri le rogne al nuovo commissario Grazia Bruni, a rimettersi in gioco.

Saranno però necessari l’esperienza e l’intervento di tutta la squadra al completo, con il nuovo vice ispettore Armiento, il navigato Maccari, il bravo Esposito, gli inseparabili Grasso e Tondelli, e persino il procuratore Martinelli, per risolvere quello che è senza dubbio il caso più penoso che il giudice Petri si sia mai ritrovato ad affrontare nella sua lunga carriera.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Anche questo libro, come il precedente Omicidio senza colpa  me lo ha prestato mia mamma; per quel che mi riguarda, coerentemente a quanto affermato un paio di libri fa, non acquisto più i libri di Simoni in quanto mi sembra che l’autore, ovvero i suoi personaggi, siano arrivati ad un punto morto. con l’aggravante di alcune situazioni che mi danno realmente fastidio.

Il tabagismo esasperato della maggior parte dei personaggi di Simoni (da Petri alla Bruni sino all’altro personaggio Lucchesi) aveva toccato il limite nel libro precedente con un’ispettrice ammalata di tumore ai polmoni che fumava a più non posso ed anche stavolta ecco che Petri, reduce da un leggero ictus, fa il furbo, sfuggendo alle prescrizioni dei medici ed al controllo della moglie, comprando sigarette di nascosto, neanche fosse un’adolescente.

Fermo restando che i personaggi devono rispecchiare la natura umana e quindi le imperfezioni caratteriali che ognuno di noi ha, è altresì vero che mi aspetto sempre che gli autori ogni tanto facciano come la Pubblicità Progresso, seminando un pò di educazione o, perlomeno, di critica verso certi comportamenti.

Ma probabilmente sbaglio, a meno che i personaggi siano l’alter ego dell’autore, ed allora i giochi sono fatti.

Fastidioso anche il fatto che la maggior parte delle figure femminili siano descritte come ammiccanti, seducenti, maggiorate e quant’altro.

Atteggiamento questo che porta poi a situazioni poco credibili, tipo la trentenne in vestaglia che apre la porta di mattina ad un estraneo e lo invita in casa a bersi un caffè…

Per quanto riguarda la storia gialla in sè, nel complesso funziona, anche se secondo me si risolve in maniera troppo semplice e, di fatto, casuale.

La cronaca ci insegna che spesso certi delitti sono commessi per i motivi più banali, però mi sarei aspettato qualcosa di diverso; mi è sembrata una risoluzione un pò frettolosa.

Dello stesso autore ho letto: Un mattino d’ottobreCommissario, domani ucciderò Labruna  – Lo specchio del barbiere –  La morte al cancelloPesca con la mosca Piazza San Sepolcro Il ferro da stiroIl filosofo di via del Bollo Chiuso per luttoTroppo tardi per la veritàOmicidio senza colpa

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Questa voce è stata pubblicata il 13 ottobre 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .
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