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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

“Quelli là” pianificano la strategia del terrore ed il web abbocca, al solito…

pensieri paroleCosì come accade per le bufale, ecco che tutti sono pronti a condividere e meno a ragionare prima di farlo.

Resta valido quanto ho scritto tempo fa nel post: Se i TG la smettessero di fare da cassa di risonanza ai terroristi… dove esprimevo il mio punto di vista da uomo della strada, ma suffragato dalle affermazioni di chi ne sa più di me:Serve ripensare al ruolo dei media. Dalla televisione ai social. Che troppo spesso amplificano le gesta dei jihadisti “

Leggo in questo articolo di Lettera43 che: Account simpatizzanti [di quelli là] lanciano minacce. Una strategia pianificata. E in tanti abboccano ed ecco quindi un proliferare di allarmi inesistenti che spaventano la gente e tengono impegnate le Forze dell’Ordine.

Scrivevo in un altro post: Vero è che sarebbe sufficiente evitare la diffusione di notizie false, nate dal classico “l’ho letto su Internet”, neanche fosse la Bibbia dell’informazione…

Leggo le parole del Prefetto di Milano a seguito degli attentati in Belgio e considerando che ci sono le festività pasquali:

“Il prefetto ha comunque inteso rassicurare i cittadini milanesi: Non ci sono segnali specifici al momento che riguardino Milano.”

Se non fosse che poi dopo ogni attentato leggi che “non avevano segnali …”

Ma leggi anche le parole del generale Luciano Piacentini, consigliere scientifico della Fondazione Icsa, il più autorevole think tank strategico italiano, già comandante delle forze speciali del Col Moschin e direttore dal 1986 all’89 della VII Divisione del Sismi:

Gli attentati rivendicati dall’Isis a Bruxelles sono «una risposta immediata all’arresto di Salah Abdeslam».

E sono da attribuire «alle modalità con cui è stata gestita la sua cattura», ovvero all’eccessiva pubblicità data «alla disponibilità di Salah a collaborare con le autorità».

Si è subito parlato di Salah come una fonte preziosa per conoscere i segreti delle reti Isis in Europa, ed è stato uno sbaglio.

Con un soggetto del genere tutto doveva essere fatto nella massima riservatezza. Nessun dettaglio sarebbe dovuto trapelare, proprio per non dar luogo a reazioni immediate da parte dell’organizzazione terroristica.

Che sia la strategia nel suo insieme, come i comportamenti dei singoli, dai politici alla cosiddetta Intelligence sino al popolo del web, sembra che nessuno abbia imparato niente.

Dopo di che, resta il fatto che se uno vuol fare un attentato, tanto più se suicida, lo fa; valeva ai tempi delle BR, degli attentati di mafia, vale ora, ma è anche vero che le nostre città non sono affatto sicure come ce le dipingono.

Leggi anche: Non cambiare abitudini per non darla vinta a quelli là, però un pò di attenzione non guasta…

Spesso vedo molta distrazione nei militari di guardia agli obiettivi sensibili così come per poliziotti o carabinieri in servizio sulle strade.

Guarda questo video dove ci sono tutti, militari che chiacchierano, poliziotti che messaggiano ed un carabiniere che passeggia con il telefonino all’orecchio.

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Se non hanno il tuttofonino sempre in mano, è sufficiente fargli passare davanti una bella ragazza in minigonna e tanti saluti alla concentrazione. Sembra una provocazione, ma sono cose che ho notato in prima persona e se le vedo io che sono un signor Nessuno, figuriamoci se non le sanno “quelli là”.

Ho un’età che mi ha permesso di fare il militare e ricordo la noia del servizio di guardia, tuttavia anche in quell’ambito l’unica volta che ti distrai è la volta che ti fregano come, nel nostro caso, con un’ispezione a sorpresa, che ha causato problemi a tutti quanti.

E ricordo anche gli anni di piombo ed il girare l’angolo. andando a scuola. e vedere un corpo steso sull’asfalto coperto da un lenzuolo … ricordo l’attentato in via Palestro visto dal balcone di casa, pur senza capire cosa fosse successo … e ricordo gli omicidi di studenti, anche nella mia scuola, schierati da una parte e dall’altra .. ricordo momenti di ansia perenne con la quale convivere, un pò come accade ora.

La storia si ripete, cambiano le parti in causa, ma il sangue continua a scorrere… tu chiamalo Homo sapiens se ti va

 

 

 

 

 

 

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