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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: L’uno dall’altro

di Philip Kerr

Passigli – Pagg. 370 – Euro 19,50

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Trama: Ambientato nella Monaco di Baviera della fine degli anni Quaranta, ancora sotto l’occupazione americana e, nella prima parte nel romanzo, nel 1937 a Berlino e in Palestina durante la visita, realmente avvenuta, di Adolf Eichmann per stringere un’alleanza tra il nazismo e le ‘brigate israeliane’, L’uno dall’altro, secondo lo stile caro a Kerr, mescola sapientemente personaggi storici e di invenzione.

Günther Grass non è il solo tedesco che si trova a dover spiegare la propria condotta durante la Seconda Guerra Mondiale. Bernie Gunther, l’iconoclasta investigatore privato dell’appassionante serie di thrillers storici che va sotto il nome di ‘Trilogia berlinese’, in L’uno dall’altro ritorna, dopo un periodo di inattività, alla propria professione solo per trovarsi, malgrado la sua avversità al nazismo, tradito dal passato e braccato come criminale di guerra.

L’ingegnosa trama del romanzo sembra chiudere Bernie nelle sue spire squisitamente ingegnose…

Essendo uomo che non ha mai coltivato illusioni, Gunther è il narratore ideale per questa cupa storia di sporche alleanze tra il vincitore e lo sconfitto nella Germania dei primi anni del dopoguerra.

Avendo imparato a sue spese che non c’è modo di distinguere l’uno dall’altro, il cinico Gunther si è formato una chiarezza morale che gli consente di capire la falsità e l’ipocrisia di entrambi.

Bernie Gunther è l’eroe ideale dei suoi tempi…, ma anche dei nostri».

Letto da: Paolo

Opinione personale: E’ il sesto libro con protagonista Bernie Gunther, ragion per cui vi rimando alle precedenti opinioni.

Per quanto riguarda questo libro, la trama è come sempre accurata dal punto di vista storico e mescola realtà e finzione in maniera perfetta.

La guerra è finita da alcuni anni, ma quando si va a rimescolare nel torbido, in questo caso nel mondo delle SS che in parte si stanno riciclando nella nuova Germania e dall’altra cercano una via d’uscita, ecco che torna prepotente una notevole brutalità.

Come sempre si tratta di lettura inadatte ai più sensibili. Fra quelli letti, come piacevolezza lo colloco al terzo posto della classifica capitanata dall’eccellente La notte di Praga.

Dello stesso autore ho letto anche: Un requiem tedescoIl criminale pallido Violette di marzo Se i morti non risorgono La notte di Praga

 

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Questa voce è stata pubblicata il 13 maggio 2016 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , .
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