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Le accuse di Coldiretti al pomodoro cinese sono storielle senza riscontri che affossano il prodotto italiano

In sintesi un articolo de Il Fatto Alimentare che fa riferimento a quanto trasmesso dalle Iene >Pomodoro cinese: il servizio delle Iene fa acqua

Coldiretti d’altro canto non è nuova a questi allarmi senza fondamento >Smentita la “favola” di Coldiretti: il pomodoro cinese non arriva sugli scaffali dei supermercati

 Visto che Coldiretti ha a cuore gli agricoltori ed i consumatori, vien da chiedersi perchè non abbia sostenuto il Progetto Equapulia contro il lavoro nero in agricoltura.

Avevo letto infatti che “quasi tutte le associazioni di categoria hanno firmato il protocollo d’intesa di Equapulia, ma non Coldiretti” e mi piacerebbe capire perchè.

Forse perchè firmare un Progetto altrui li costringe a mollare un pò del loro potere, facendoli diventare una delle parti in causa, ma non quella predominante?

Se così fosse, si conferebbe quanto scritto a suo tempo nel post Coldiretti spesso non fa informazione, ma “politica”….

 

lente alimenti

L’allarme lanciato da Coldiretti sull’incremento del 520% dell’import del concentrato di pomodoro cinese è “una leggenda metropolitana“.

L’accusa molto pesante rivolta da Antonio Ferraioli (presidente della più grande Associazione delle industrie conserviere italiane – Anicav) alla lobby degli agricoltori non fa sconti.

I numeri di Coldiretti creano danni alla filiera del pomodoro italiano e panico ingiustificato tra i consumatori.

“Il concentrato di pomodoro made in China arriva come temporanea importazione con un regime doganale favorevole definito TPA (traffico di perfezionamento attivo) e rilavorato per poi essere esportato verso un paese terzo.

Quindi il concentrato cinese (al pari di quello californiano o di altri paesi extra UE) viene rilavorato in Italia e riesportato interamente verso mercati extracomunitari, prevalentemente nord e ovest dell’Africa e Medio Oriente.

La quantità di merce che entra in Italia è la stessa che esce (temporanea importazione per identità) e tutto il percorso viene documentato e sottoposto a controlli da parte della Guardia di Finanza, delle Dogane e delle autorità sanitarie.

Questo vuol dire che in Italia non resta il concentrato.

Passate, polpe e pelati rappresentano il 98,5% dei pomodori che arrivano sulle nostre tavole, ed è tutto prodotto italiano. Il consumo del concentrato è solo l’1,5% di tutti i derivati. Chi afferma il contrario è in malafede”.

Lettura integrale dell’articolo QUI: Coldiretti e Le Iene contro il pomodoro cinese! Solo storielle

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