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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Se arriva il TTIP, occhio a creme, dentifrici e shampoo…

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Non c’è giorno che non scopra qualche nuovo dettaglio circa gli effetti che il TTIP potrebbe portare nelle nostre vite, ma ovviamente trovo informazioni solo perchè le cerco, che se dovessi aspettare stampa e TG (escluse poche trasmissioni come ad esempio l’ottima Ambiente Italia) sarei ancora qui a chiedermi cosa sia questo TTIP.

Resta il fatto che basta leggere la raccolta di post già pubblicati sul Blog per capire che questo accordo commerciale i vantaggi li offrirebbe solo agli USA che sarebbero libero di invadere i nostri mercati con prodotti di bassa qualità se non insicuri.

Questo checchè ne pensi Renzi che, come segnalava nei giorni scorsi Giuliano B.:

“l’Italia ha tutto da guadagnare sotto il profilo economico ma soprattutto perché mentre gli Usa concludono accordi con la Cina e altri attori noi, che con gli Usa abbiamo una collaborazione storica forte, non possiamo non fare altrettanto”.

Aggiunge poi Giuliano B.:

Ora a parte il tutto da guadagnare che forse il premier ha letto su qualche depliant, c’è da dire che nemmeno un bambino di cinque anni si permetterebbe di dire una stronzata simile.

Perché in uno scambio a due se uno ha tutto da guadagnare significa che l’altro ha tutto da perdere e non credo proprio che ci perda il più forte (cioè gli USA)!

Ieri stavo leggendo il numero di aprile di Test Salute (edito da Altroconsumo), quando la mia attenzione è stata attirata da un articolo pubblicato con grande evidenza, a ragione, visto il contenuto.

Nel primo post scritto in merito avevo elencato i vari punti, riferiti alla sicurezza alimentare, dove i cittadini della UE avrebbero tutto da perdere e nulla da guadagnare.

A quanto pare, però, anche nel campo della cosmesi, avremmo le nostre gatte da pelare.

Qualcuno potrebbe pensare che in ogni caso nella UE abbiamo leggi e norme e che le nostre leggi avranno la prevalenza su eventuali accordi commerciali, ma non è così, infatti bisogna tenere ben presente la clausola ISDS che di fatto permette alle multinazionali estere di fare causa ai Governi nazionali che limitano i loro affari, scavalcando di fatto tutte le leggi di tutela ambientale e/o salutari a favore dei consumatori.

Al di là dei fatti nel concreto, non riesco a capire che senso abbia studiare leggi a protezione del consumatore, applicarle e poi buttarle nel cestino per favorire un accordo commerciale.

I burocrati UE (ed i politici) tengono alla salute dei lori cittadini oppure tengono più agli interessi commerciali dei soliti noti? Domanda retorica, temo…

Torniamo all’articolo di Test Salute.

Tenete presente che il discorso non si riferisce solo a creme e trucchi, ma si allarga a dentifrici, shampoo, ecc.

Il primo esempio è, come scrive Test Salute, eclatante: l’idrochinone è un ingrediente vietato nelle creme cosmetiche vendute nella UE, in quanto è potenzialmente pericolosi, ma negli Usa si può utilizzare liberamente.

In Europa le etichette dei prodotti devono riportare i possibili allergeni, ma casualmente questo non è previsto negli Usa.

Anche se non sempre è rispettato, in Europa esiste da qualche anno un regolamento sugli slogan pubblicitari per evitare che i produttori utilizzino messaggi ingannevoli; anche in questo caso si tratta di norme che negli Usa non esistono.

Nella UE c’è molta cautela sugli interferenti endocrini, dato che possono alterare il sistema ormonale, ma gli Usa non sono interessati al problema…

Vien da pensare che dopo tutta la fatica che ho fatto a trovare shampo e deodorante sicuri per un allergico come me, le cose si complicheranno.

Tuttavia penso a anche a chi soffre di Sensibilità Chimica Multipla, ammalati già trascurati dal nostro paese che vedranno il loro problema acuirsi piuttosto che il contrario.

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