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Cosmetici, meglio chimici o naturali?

lenteho letto questo articolo su E-R Consumatori e pubblico alcuni passaggi, suggerendo ovviamente la lettura integrale, tuttavia non mi trovo molto d’accordo con l’impostazione data.

Per approfondire il tema cosmetici, meglio chimici o naturali viene intervistata Giulia Penazzi, cosmetologa e autrice, tra gli altri, di  “Cosmetici naturali fai-da-te” e, da ultimo. di “Come sono fatti i cosmetici – Guida pratica all’uso dell’Inci”, pubblicato da Edra edizioni.

Un’esperta quindi, che però mi sembra che dia un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Concordo appieno ad esempio che si solleciti l’attenzione del consumatore su questo punto:

L’assenza di conservanti chimici e stabilizzanti rende i cosmetici naturali più delicati rispetto a quelli “chimici”, e maggiormente soggetti a degradazioni.

Quando ci troviamo di fronte a un prodotto di questo tipo abbiamo un cosmetico che “scade” prima ed è meno resistente, e dobbiamo tenerne conto, onde evitare di andare incontro a spiacevoli sorprese.

L’esperta poi fa notare come sul web spesso si aprli a sproposito, diffondendo allarmi che però non Informano realmente il consumatore:

 Tra i consumatori si è sviluppata una sorta di ‘chemofobia’, spesso senza fondamenti, che ha fatto sorgere allarmismi ingiustificati su questo o quel componente chimico”

Questa sorta di “mania collettiva” si traduce nell’abitudine di leggere le etichette dei cosmetici, e in particolare l’Inci, l’elenco degli ingredienti, rivolgendosi poi al web per capire cosa rappresentano i nomi che compongono l’elenco.

L’abitudine di leggere le etichette ovvero la lista degli ingredienti, non dovrebbe essere bollata come mania collettiva, ma come un passo avanti del consumatore che diventa consapevole.

Che siano alimentari o cosmetici da sempre si invitano i consumatori a capire cosa acquistano ed utilizzano ed infatti non sono l’unico ad essere convinto che Il consumatore informato FA la differenza, come peraltro si stanno accorgendo anche molte aziende.

Trovo inoltre un controsenso il passaggio “questa sorta di “mania collettiva” si traduce nell’abitudine di leggere …. in particolare l’Inci, l’elenco degli ingredienti” quando poco prima ho letto che la cosmetologa è autrice del libro “Come sono fatti i cosmetici – Guida pratica all’uso dell’Inci”.

Decidiamoci, è una mania quella di leggere gli ingredienti Inci oppure è tale solo se si leggono sul web piuttosto che nella sua guida?

Da sempre sono contro falsi allarmi e bufale varie che altro non fanno se non creare Disinformazione, che è l’unica cosa che non ci serve ed infatti ha ragione la cosmetologa quando afferma che:

la rete pullula di siti e blog dove  si ‘sparano’ definizioni che non hanno alcun fondamento. Il risultato è che vengono così demonizzate senza ragione sostanze utilizzate da anni e ammesse dalla Legge”

Ma è altresì vero che ci sono sostanze che ieri erano ammesse dalla legge ed oggi rientrano in quelle allergizzanti se non pericolose, quindi meglio tenere alta l’attenzione e, grazie all’informazione, poter scegliere a ragion veduta, così come ha fatto la Signora K chiedendo all’azienda le informazioni che è tenuta a fornire al consumatore, come raccontato nel post: Cosmetici: il passaporto obbligatorio ignorato dai produttori.

Leggo poi del Sodium laureth sulfate, demonizzato” dal web con l’accusa di essere particolarmente aggressivo.

Questo agente solubilizza il grasso portandolo via, e, da solo, è irritante per la pelle. Proprio per questo, però, viene utilizzato nelle formulazioni in associazione con altri tensioattivi più delicati, che per effetto di una reazione chimica ne riducono il potere irritante. La sua presenza in etichetta, quindi, non vuol dire nulla se non si sa interpretare tutto il resto.

Di fatto non si smentisce che questo agente sia irritante, al punto tale da dover compensare la sua aggressività con altri ingredienti che lo contrastino in parte.

Quindi si aggiungono ingredienti su ingredienti, salpo poi scrivere che:

Un’altra categoria sensibilesono gli allergici. Per loro  vanno rigorosamente acquistati prodotti dermatologicamente testati, senza profumi, senza essenze vegetali, e con meno ingredienti possibile.

Quindi la soluzione per non avere problemi è una lista corta di ingredienti, cosa che infatti io cerco nei prodotti che utilizzo, come raccontato in questi post: Trovare lo shampoo con pochi ingredienti non è facile, però…Leggo gli ingredienti del mio doccia schiuma e…Uso il deodorante con l’antitraspirante naturale, ma a ben vedere…

L’articolo ci conclude con una domanda ovvia:

meglio la chimica o i prodotti naturali? “A parte le preferenze di ciascuno di noi, ci sono prodotti che nella versione ‘naturale’ danno il massimo delle prestazioni, altri che hanno ingredienti di sintesi insostituibili. Per idratare la pelle del corpo non c’è niente di meglio di un olio biologico al 100%, ma come crema viso anti-age opterei per prodotti che contengono principi attivi di ultima generazione.

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Suggerisco l’App ‘Cosmetici’, scaricabile gratuitamente sia da App Store sia da Play Store.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 aprile 2015 da in Consumatori & Utenti con tag , , , , , , , .
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